Iniziamo dal diploma

Nel 2024 è nato il Progetto Iniziamo dal diploma, che ha come obiettivo quello di supportare le persone detenute che vogliono iniziare, continuare o concludere il proprio percorso di scuola superiore.

L’iniziativa è nata da un’idea di una senior tutor e collaboratrice del Progetto Carcere, Sara Abdel Ghani, che, aiutando come volontaria una persona ristretta e lavorante a conseguire il diploma da privatista, si è resa conto di un problema strutturale del percorso scolastico nel contesto penitenziario: infatti, secondo i dati del Ministero della Giustizia del 2022, solo l’8,6% delle persone detenute sono diplomate. Inoltre la percentuale delle persone ristrette che sono impegnate in un percorso di istruzione superiore e riesce a essere promossa è meno della metà, circa il 48%: questo vuol dire che una buona parte di chi cerca di concludere il percorso scolastico in carcere incontra delle difficoltà.

È nata così l’idea di avviare un’iniziativa di tutoraggio, come quella già attiva per gli studenti ristretti universitari, rivolta a quella larga fascia di persone detenute che non sono in possesso di un diploma e che desiderano iniziare o concludere il loro percorso scolastico. Il progetto prevede quindi di sostenere didatticamente persone detenute che si trovano in difficoltà per diversi motivi tra cui:

  • Assenza di scuole interne alle carceri;
  • Lavoro interno che non permette di frequentare la scuola, qualora essa sia presente nell’istituto penitenziario;
  • Povertà dell’offerta formativa.

Non tutte le carceri infatti hanno una scuola superiore al loro interno e, anche qualora fosse presente, troppo spesso le persone detenute puntano su una scelta lavorativa che non permette loro di frequentarla.

L’iniziativa è rivolta anche a coloro che frequentano la scuola interna o esterna (se usufruiscono dell’Articolo 21) e hanno bisogno di un supporto didattico. Infine, questo tipo di sostegno è pensato anche per persone ristrette che dovessero desiderare di completare il loro percorso di studi superiori e acquisire da privatisti il diploma in indirizzi scolastici che non sono presenti all’interno degli istituti penitenziari in cui si trovano.

Il progetto vuole quindi puntare sul far intraprendere e terminare la scuola fornendo un aiuto concreto nello studio e nella gestione delle varie materie. Si prevede infatti di associare a ogni studente detenuto dei tutor che possano supportarlo in modo individuale comprendendo gli aspetti di difficoltà e aiutandolo a migliorare la sua preparazione rispondendo ai differenti e singolari bisogni educativi di ciascuno. Ciò si realizzerà attraverso strategie educative e didattiche finalizzate allo sviluppo delle potenzialità di ciascuno nella prospettiva di un miglioramento della qualità della vita all’interno dell’istituto penitenziario. Nell’ambito di tale iniziativa verrà presa in carico anche la gestione delle iscrizioni e dei vari aspetti burocratici legati al rapporto con le scuole presso cui iscriviamo le varie persone detenute.

INFO E CONTATTI

Sara Abdel Ghani

progettocarcere.iniziamodaldiploma@unimi.it

Gli articoli 19 e 20 dell’ordinamento penitenziario… un diaframma da conciliare

Istruzione e lavoro sono due aspetti fondamentali per il reinserimento sociale dei detenuti e sono entrambi garantiti dall’ordinamento penitenziario, rispettivamente tramite gli articoli 19 e 20:

Art. 19 – ISTRUZIONE

Negli istituti penitenziari la formazione culturale e professionale, è curata mediante l’organizzazione dei corsi della scuola d’obbligo e di corsi di addestramento professionale, secondo gli orientamenti vigenti e con l’ausilio di metodi adeguati alla condizione dei soggetti. […] Con le procedure previste dagli ordinamenti scolastici possono essere istituite scuole di istruzione secondaria di secondo grado negli istituti penitenziari. Sono agevolati la frequenza e il compimento degli studi universitari e tecnici superiori, anche attraverso convenzioni e protocolli d’intesa con istituzioni universitarie e con istituti di formazione tecnica superiore, nonché l’ammissione di detenuti e internati ai tirocini di cui alla legge 28 giugno 2012, n. 92.

Art. 20 – LAVORO

Negli istituti penitenziari e nelle strutture ove siano eseguite misure privative della libertà devono essere favorite in ogni modo la destinazione dei detenuti e degli internati al lavoro e la loro partecipazione a corsi di formazione professionale. A tal fine, possono essere organizzati e gestiti, all’interno e all’esterno dell’istituto, lavorazioni e servizi attraverso l’impiego di prestazioni lavorative dei detenuti e degli internati. Possono, altresì, essere istituite lavorazioni organizzate e gestite direttamente da enti pubblici o privati e corsi di formazione professionale organizzati e svolti da enti pubblici o privati.

Un problema comune all’interno delle carceri però è che la persona detenuta debba scegliere tra il lavoro e la scuola, scelta che comporta quasi sempre l’abbandono del percorso scolastico. Scuola e lavoro però non dovrebbero essere due strade alternative, un aut aut, in quanto è importante coltivare entrambi gli aspetti tendendo anche conto che un livello di istruzione più elevato crea, una volta usciti dal carcere, più possibilità nel mondo lavorativo e quindi anche una prospettiva di reinserimento sociale meno complessa.

A CHI È RIVOLTO IL SERVIZIO

  • Persone detenute e lavoranti che non possono frequentare la scuola interna al carcere
  • Persone detenute recluse in istituti penitenziari in cui non sono presenti percorsi scolastici di secondo grado
  • Persone detenute che desiderano concludere il loro percorso scolastico iscrivendosi ad indirizzi di studio non presente nel penitenziario dove si trovano
  • Persone detenute che frequentano la scuola (interna o esterna al carcere) e che hanno bisogno di supporto in alcune discipline

OBIETTIVI

  1. Incrementare la percentuale di persone diplomate nelle carceri e limitare la dispersione scolastica
  2. Fare dello studio un diritto e non un privilegio: nel suo piccolo questo progetto vuole rendere la scuola più accessibile
  3. Rendere il percorso scolastico più inclusivo e meno elitario
  4. Incrementare lo sviluppo del percorso educativo e formativo delle persone ristrette per avere più possibilità lavorative
  5. L’incontro con studenti e studentesse universitarie potrebbe costituire un incentivo affinché le persone diplomande, venendo a conoscenza delle opportunità in termini di percorsi universitari proposti dal nostro Ateneo, continuino il percorso di studio anche oltre il diploma – avendo, a quel punto, le condizioni materiali per farlo.

DOVE

Il progetto per il momento è attivo preso la Casa di Reclusione di Milano-Bollate, anche se la previsione è di esportare Partiamo dal Diploma nelle altre carceri del territorio, se interessate. Nel 2025 hanno aderito al percorso 14 persone detenute.

FINANZIAMENTO

Il progetto ha ottenuto un finanziamento da parte di Coop Lombardia di duemila euro che ci ha permesso di acquistare il materiale didattico per tutti i detenuti che non hanno possibilità economiche. Questo finanziamento è usato in particolare per l’acquisto di libri di testo scolastici.